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Il volantinaggio è morto. Viva il volantinaggio!

Scritto da: Oscar Gritti Data: 02 Settembre 2010

CDCOL House Organ 2

CDCOL House Organ 2 Quello che vedete nella foto è il contenuto della mia cassetta della posta di oggi. Sì, solo di oggi. E quel che balza subito all'occhio è un comune denominatore: si tratta soltanto di Insegne importanti, che promuovono i loro prodotti attraverso una sorta di "estratto" di catalogo. Chiaramente con offerte strepitose, sconti a tempo determinato, occasioni irrinunciabili.

Il volantinaggio è morto.
Per una attività indipendente, che sia un Salone di Acconciature o una Salumeria Tradizionale, sperare di portare a casa buoni risultati attraverso il volantinaggio è un miraggio.
Quello che ancora funziona è quello che si vede nella fotografia: uno strumento informativo che pone l'accento sulla vasta gamma di prodotti e - ahimé - sul prezzo competitivo.

Viva il volantinaggio.
Quindi che fare? Abbandonare definitivamente questo mezzo di promozione?
Beh, direi di no. O, almeno, non per forza. Quello che occorre fare è riflettere bene e analizzare attentamente lo strumento che si ha a disposizione:
- come vogliamo essere percepiti dai nostri potenziali clienti?
- siamo sicuri che i nostri prodotti siano "allettanti" attraverso la posta?
- cosa abbiamo di eclatante da poter offrire?
- quanto siamo disposti a spendere per l'operazione?
- quanto dobbiamo vendere per ammortizzare l'investimento?

Come vogliamo essere percepiti dai nostri potenziali clienti?
Si vedono troppo spesso attività prestigiose svendere la propria immagine attraverso volantini di bassa qualità, sia dal punto di vista dell'estetica che da quello del "peso" della carta.
E allora fate bene attenzione: ogni elemento percepito dai nostri sensi condiziona la nostra percezione. Quindi, una gioielleria che volesse attirare signore danarose, non potrà mai farlo con un volantino che assomiglia a quello della salumeria di quartiere: stampato sulla carta del formaggio, per intenderci.

Siamo sicuri che i nostri prodotti siano "allettanti" attraverso la posta?
Mettiamoci nei panni dei nostri potenziali clienti e chiediamoci se saremmo attratti dal prodotto che vendiamo, se questo ci venisse proposto attraverso un volantino. È un esercizio piuttosto semplice, quello di "guardarci da fuori", eppure viene trascurato troppo spesso.

Cosa abbiamo di eclatante da poter offrire?
A questo punto è chiaro che abbiamo deciso di fare volantinaggio. Abbiamo definito la qualità della carta, il formato del volantino e siamo pure convinti che i nostri clienti non vedano l'ora di ricevere le nostre proposte. Benissimo. Con cosa possiamo attirare la loro attenzione? Perché molto spesso, quello che vorremmo vendere noi non corrisponde a quello che vorrebbero acquistare loro.

Quanto siamo disposti a spendere per l'operazione?
Beh, è fondamentale definire un budget di spesa. Il che non significa «il meno possibile», come verrebbe da dire a molti. Perché spesso accade che, pur di risparmiare, si buttano via i soldi in quanto l'operazione non funziona. Quindi, meglio lasciar perdere.
Professionisti del mestiere costano qualcosa in più ma danno anche delle garanzie in più. O almeno dovrebbero.

Quanto dobbiamo vendere per ammortizzare l'investimento?
Il giusto investimento è quello che può essere ammortizzato nei tempi prestabiliti. Quindi la domanda da porsi è: quanto ricaviamo in più dall'aumento delle vendite stimato, attraverso il volantinaggio?

A voi, l'ardua sentenza.

[ immagine di oradaria ]

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