Teatro d'Impresa: bella scoperta!
Scritto da: Oscar Gritti Data: 04 Giugno 2010
Con tutta onestà, ero piuttosto scettico. Non certo riguardo la possibilità che un'attività di questo tipo potesse generare un sano senso di appartenenza ad un gruppo. Prima ancora di parteciparvi avevo compreso l'effetto "Team Building" che avrebbe prodotto. Francamente, ero scettico su tutto il resto. Sul fatto che si potesse scalfire la superficialità delle persone; sul fatto che venisse compresa dai partecipanti. Insomma ero scettico per metà.
Poi ho partecipato in prima persona.
E questo è stato possibile grazie ad un'azienda così lungimirante da organizzare un incontro di questo tipo; azienda di cui io sono il Responsabile Marketing in outsourcing.
Ma torniamo al Teatro d'Impresa.
Due diversi gruppi di persone, ventisei partecipanti e due formatori, Michele Eynard e Federica Molteni. Una grande sala sgombra nella quale fare le attività fisiche. Grande perplessità negli occhi di (quasi) tutti i presenti quasi a voler dire: «ma che ci faccio, io qui».
Siamo partiti tutti molto sottotono, con una partecipazione al minimo sindacale e con un coinvolgimento che, in molti casi, rasentava l'indifferenza. Le prime attività sono servite per rompere il ghiaccio, per sciogliere i muscoli e il cervello, per renderci tutti un po' più disinvolti. E hanno funzionato.
Ad un certo punto, la svolta.
Mano a mano che il tempo trascorreva, la partecipazione e il coinvolgimento crescevano a dismisura. E si sono visti individui, per così dire "insospettabili", avvincersi alle attività con grande trasporto. Io stesso ho contribuito con grande passione, divertendomi e beneficiando del clima assolutamente informale e di totale complicità.
Cosa abbiamo fatto è complicato comprenderlo. Sì, perché spiegarlo è un attimo ma si corre il rischio di farsi un'idea del tutto sbagliata. Queste attività sono da vivere in prima persona, perché ti lasciano dentro delle sensazioni forti e sempre diverse, da individuo a individuo. Un esempio su tutti: guidare una persona bendata in una stanza e, senza parlare, fargli eseguire alcuni esercizi come salire le scale, sedersi su una sedia o persino per terra, correre. E poi, essere noi stessi bendati e affidarci totalmente, per essere guidati. Non è possibile descrivere quel che si prova in quanto ognuno prova qualcosa di diverso. Certo è che infondere fiducia e fidarsi di uno sconosciuto sono emozioni forti, profonde, sensazionali.
Bella Scoperta!
Alla fine, tutti eravamo particolarmente coinvolti nelle ultime attività della giornata: vere e proprie micro-rappresentazioni teatrali studiate in una mezz'oretta a piccoli gruppi. Si sono espresse e si sono ricevute passioni ed emozioni autentiche.
Ce ne siamo tornati a casa arricchiti di una piccola ma importante briciola di consapevolezza in più su chi siamo e su come vediamo gli altri. E anche su chi sono gli altri, spogliati dalle maschere che - tutti - indossiamo nella vita pubblica.
Ora possiamo dire di conoscerci tutti un po' di più e, il solo ricordo di questa esperienza comune, ci rende più "intimi". Lo si nota subito da come ci si saluta.
Chiudo coi ringraziamenti personali sentìti e assolutamente NON di rito.
Grazie alla grande competenza di Michele e Federica, due ragazzi che hanno dimostrato di saperci fare sul serio (pur scherzando e giocando).
Grazie all'apertura mentale e alla lungimiranza del Ricamificio 3V, soprattutto nella persona di Marcello, in grado di porsi spesso un passo più avanti.
Grazie a tutti i partecipanti con i quali ho vissuto una giornata davvero formativa, nella quale ho potuto ricevere e ho saputo donare.
Grazie di cuore.
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immagine tratta da free spirit di brand x pictures ]